ĐĎॹá>ţ˙ ÎĐţ˙˙˙ĚÍ˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙˙ěĽÁE@řżK~bjbjƒćƒć.ŞáŒáŒKv˙˙˙˙˙˙ˆäääääääř†††† †œřôľö´†(܆܆܆܆܆܆܆sľuľuľuľuľuľuľ$ęśR<š*™ľä!˜Ü†Ü†!˜!˜™ľääÜ†Ü†Žľ­˛­˛­˛!˜Žä܆ä܆sľ­˛!˜sľ­˛ ­˛š˛ä䚲܆¨† ŔŇ˝ůĘ†Żžşš˛sľÄľ0ôľš˛fşi˛:fşš˛řřäää䚲>fşä÷ł|܆N*Š\­˛†Œäjގ ܆܆܆™ľ™ľřř$BDäAٞ řřDPRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA'  HYPERLINK "http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2010-05-17&task=titolo&numgu=113&tmstp=1274539163494&redaz=10A05713&tmstp=1274539179575"  INCLUDEPICTURE "http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/img/pulsant2.jpg" \* MERGEFORMATINET DECRETO 25 febbraio 2010 Organizzazione del Dipartimento per le pari opportunita'. IL MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITA' Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante disciplinadell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza delConsiglio dei Ministri; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recanteordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e successivemodificazioni ed integrazioni; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante ŤNormegenerali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delleamministrazioni pubblicheť e successive modificazioni edintegrazioni; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data23 luglio 2002 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana del 4 settembre 2002, n. 207, con il quale e' statodisciplinato l'ordinamento delle strutture generali della Presidenzadel Consiglio dei Ministri, ed in particolare, l'art. 19, comemodificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri indata 31 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica italiana del 20 febbraio 2010, n. 42, con il quale vengonoindicati i compiti del Dipartimento per le pari opportunita' qualestruttura di supporto del Governo in materia di promozione ecoordinamento delle politiche di pari opportunita' e delle politichevolte a prevenire e rimuovere le discriminazioni, nonche' il numeromassimo delle relative articolazioni dirigenziali; Visto il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, relativoall'attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parita' ditrattamento tra le persone indipendentemente dalla razza edall'origine etnica; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11dicembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana del 19 marzo 2004, n. 66, relativo alla costituzione eorganizzazione interna dell'Ufficio per la promozione della parita'di trattamento e la rimozione delle discriminazioni di cui all'art.29 della legge comunitaria 1° marzo 2002, n. 39, nell'ambito delDipartimento per le pari opportunita'; Visto il decreto ministeriale del 30 settembre 2004, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 18 febbraio2005, n. 40, relativo all'organizzazione e al funzionamento delDipartimento per le pari opportunita'; Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 ŤCodice dellepari opportunita' tra uomo e donnať a norma dell'art. 6 della legge28 novembre 2005, n. 246 e successive modificazioni ed integrazioni; Visto il decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 ŤDisposizioni urgentiper il rilancio economico e sociale, per il contenimento e larazionalizzazione della spesa pubblica, nonche' interventi in materiadi entrate e di contrasto all'evasione fiscaleť, convertito, conmodificazioni nella legge 4 agosto 2006, n. 248, ed in particolarel'art. 19, comma 3, che istituisce presso la Presidenza del Consigliodei Ministri il Fondo per le politiche relative ai diritti e allepari opportunita'; Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 ŤDisposizioni per laformazione del bilancio annuale e pluriennale dello statoť (Leggefinanziaria 2007) ed in particolare l'art. 1, comma 1261, che haincrementato il predetto fondo di 40 milioni di euro per ciascunodegli anni 2007, 2008 e 2009, di cui una quota per ciascuno deglianni 2007, 2008 e 2009 da destinare al Fondo nazionale contro laviolenza sessuale e di genere; Vista la legge 24 dicembre, 2007, n. 244, recante ŤDisposizioni perla formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Leggefinanziaria 2008)ť ed in particolare l'art. 2, comma 463, cheistituisce un fondo di 20 milioni di euro per un Piano contro laviolenza alle donne; Visto il decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 recante ŤMisureurgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenzasessuale, nonche' in tema di atti persecutoriť, convertito, conmodificazioni nella legge 23 aprile 2009, n. 38; Vista la legge 9 gennaio 2006, n. 7, recante ŤDisposizioniconcernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazionegenitale femminileť, con particolare riferimento all'art. 2, a mentedel quale il Dipartimento per le pari opportunita' Ťpromuove esostiene, il coordinamento delle attivita' svolte dai Ministericompetenti dirette alla prevenzione, all'assistenza delle vittime eall'eliminazione delle pratiche di mutilazione genitale femminileť; Vista la legge 6 febbraio 2006, n. 38, recante ŤDisposizioni inmateria di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, e lapedopornografia anche a mezzo internetť ed in particolare l'art. 20relativo all'istituzione, presso il Dipartimento per le pariopportunita', dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia edella pornografia minorile; Vista la legge 11 agosto 2003, n. 228, recante ŤMisure contro latratta di personeť ed il relativo regolamento di attuazione approvatocon decreto del Presidente della Repubblica del 19 settembre 2005, n.237, ed in particolare l'art. 12 che prevede l'istituzione presso laPresidenza del Consiglio dei Ministri di un fondo per le misureanti-tratta, nonche' l'art. 13 che istituisce uno speciale programmadi assistenza per le vittime di tratta e riduzione in schiavitu'; Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 14 marzo 2007,n. 102 di riordino della commissione per l'attuazione dell'art. 18del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 ŤTesto unico delledisposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e normesulla condizione dello stranieroť, ed in particolare l'art. 1 che haridenominato la anzidetta commissione in ŤCommissione per il sostegnoalle vittime di tratta, violenza e grave sfruttamentoť; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11maggio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana del 27 agosto 2007, n. 198, relativo al riordino del Nucleodi valutazione e verifica degli investimenti pubblici, istituito aisensi dell'art. 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144, presso ilDipartimento per le pari opportunita'; Vista la legge 1° marzo 2006, n. 67 ŤMisure per la tutelagiudiziaria delle persone con disabilita' vittime didiscriminazioniť; Visto il decreto legislativo del 6 novembre 2007, n. 196,ŤAttuazione della direttiva 2004/113/CE che attua il principio dellaparita' di trattamento tra uomini e donne per quanto riguardal'accesso a beni e servizi e la loro forniturať; Vista la direttiva interministeriale del 23 maggio 2007 sullemisure per attuare parita' e pari opportunita' tra uomini e donnenelle amministrazioni pubbliche; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n.101 relativo al riordino del Comitato per l'imprenditoria femminile; Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 14 maggio2007, n. 115, relativo al riordino della Commissione per le pariopportunita' tra uomo e donna presso il Dipartimento per le pariopportunita' e successive modificazioni ed integrazioni; Visti il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio dell'11 luglio2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di svilupporegionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, ilQuadro strategico nazionale per la politica regionale di sviluppo2007-2013, il Programma operativo nazionale ŤGovernance e assistenzatecnica FESRť, il Programma operativo nazionale ŤGovernane e azionidi sistema FSEť; Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 7 maggio 2008con il quale l'on. dott.ssa Maria Rosaria Carfagna e' stata nominataMinistro senza portafoglio; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8maggio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblicaitaliana del 9 maggio 2008, n. 108, con il quale e' stato conferitoal Ministro senza portafoglio on. dott.ssa Maria Rosaria Carfagnal'incarico per le pari opportunita'; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13giugno 2008 registrato alla Corte dei conti il 20 giugno 2008,concernente la delega di funzioni del Presidente del Consiglio deiMinistri in materia di pari opportunita' al Ministro senzaportafoglio on. dott.ssa Maria Rosaria Carfagna; Visti il Contratto collettivo nazionale di lavoro dell'autonomaseparata area di contrattazione per il personale con qualificadirigenziale della Presidenza del Consiglio dei Ministri,sottoscritto in data 13 aprile 2006 ed il Contratto collettivonazionale di lavoro Presidenza del Consiglio dei Ministri, personalenon dirigente, sottoscritto in data 31 luglio 2009; Ravvisata la necessita' di procedere alla riorganizzazione delDipartimento per le pari opportunita', per adeguarne la strutturaalle nuove esigenze derivanti dalla normativa sopra richiamatanonche' ai contenuti della delega conferita al Ministro con il citatodecreto del 13 giugno 2008; Sentite le organizzazioni sindacali di categoria, ai sensi degliarticoli 6 e 8 del Contratto collettivo nazionale di lavoro areadirigenziale e dell'art. 6, lettera C, comma 1, 1) lettera a) delContratto collettivo nazionale di lavoro Comparto Presidenza delConsiglio dei Ministri; Decreta: Art. 1 Ambito della disciplina 1. Nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ilDipartimento per le pari opportunita', di seguito denominatodipartimento, e' organizzato secondo quanto previsto negli articoliseguenti. Art. 2 Funzioni 1. Il Dipartimento e' la struttura di cui il Presidente delConsiglio dei Ministri si avvale, ai sensi dell'art. 2 del decretolegislativo 11 aprile 2006, n. 198, per lo svolgimento delle funzioniindicate dall'art. 19 del decreto del Presidente del Consiglio del 23luglio 2002 come modificato dal decreto del Presidente del Consigliodei Ministri in data 31 dicembre 2009, pubblicato nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana del 20 febbraio 2010, n. 42, edalle altre disposizioni di legge o di regolamento. 2. Il Dipartimento, inoltre, fornisce al Ministro per le pariopportunita', se nominato, il supporto per lo svolgimento dei compitia lui delegati dal Presidente del Consiglio dei Ministri. 3. Il Dipartimento provvede agli affari generali e, per quanto dicompetenza, agli affari relativi al personale per il propriofunzionamento, ai compiti strumentali all'esercizio di ogni altrafunzione comunque attribuita al Ministro per le pari opportunita', alsupporto all'attivita' degli organismi collegiali operanti presso ilDipartimento. rt. 3 Ministro per le pari opportunita' 1. Il Ministro per le pari opportunita', di seguito indicatoMinistro, e' l'organo di governo del Dipartimento. 2. Il Ministro esercita le funzioni di indirizzo politicoamministrativo, definisce le priorita' e gli obiettivi da conseguirenelle aree di propria competenza, verificando la rispondenza deirisultati dell'attivita' amministrativa e della gestione agliindirizzi impartiti. 3. Il Ministro, nei limiti di cui all'art. 9 del decretolegislativo n. 303 del 1999, puo' avvalersi della collaborazione diconsiglieri ed esperti nominati in conformita' della legge 23 agosto1988, n. 400. 4. Il Ministro designa, per quanto di propria competenza, irappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri in organie commissioni, comitati, gruppi di lavoro e organismi operanti pressoaltre amministrazioni ed istituzioni. 5. Il Ministro, nelle materie di propria competenza, puo'costituire commissioni e gruppi di lavoro in relazione a specificiobiettivi. Art. 4 Capo del Dipartimento 1. Il capo del Dipartimento nominato ai sensi degli articoli 18, 21e 28 della legge 23 agosto 1988, n. 400, cura l'organizzazione ed ilfunzionamento del Dipartimento e risponde della sua attivita' e deirisultati raggiunti in relazione agli obiettivi fissati dal Ministro;coordina l'attivita' degli uffici di livello dirigenziale generale,anche attraverso la programmazione ed il relativo controllo digestione, e assicura il corretto ed efficiente raccordo tra ipredetti uffici e quelli di diretta collaborazione del Ministro.Coordina, in particolare, le iniziative per l'attuazione dellepolitiche di contrasto alla violenza sessuale e di genere e agli attipersecutori. 2. Il capo del Dipartimento e' coadiuvato da una segreteria per ildisbrigo degli affari di propria competenza. Art. 5 Organizzazione del Dipartimento 1. Il Dipartimento si articola in quattro uffici di livellodirigenziale e generale e in otto servizi di livello dirigenziale nongenerale. 2. Gli Uffici del Dipartimento sono i seguenti: a) Ufficio per gli affari internazionali e gli interventi incampo sociale; b) Ufficio per gli affari generali e gli interventi di tutela; c) Ufficio per la parita' e le pari opportunita', gli interventistrategici e la comunicazione; d) Ufficio per la promozione e la parita' di trattamento e larimozione delle discriminazioni fondate sulla razza e sull'origineetnica. 3. Presso il Dipartimento operano i seguenti organismi: a) Commissione per la prevenzione e il contrasto delle pratichedi mutilazione genitale femminile; b) Commissione per il sostegno alle vittime di tratta, violenza egrave sfruttamento; c) Osservatorio sul fenomeno della tratta degli esseri umani; d) Commissione di valutazione per la legittimazione ad agire perla tutela delle persone con disabilita'; e) Osservatorio per il contrasto della pedofilia e dellapedopornografia minorile; f) Commissione per le pari opportunita' tra uomo e donna; g) Nucleo di valutazione e di verifica degli investimentipubblici; h) Comitato per l'imprenditoria femminile. Art. 6 Ufficio per gli affari internazionali e gli interventi in campo sociale 1. L'Ufficio per gli affari internazionali e gli interventi incampo sociale, nelle materie di competenza del Dipartimento, cura leiniziative finalizzate alla prospettazione della posizione nazionalenel processo normativo comunitario e di quelle necessarieall'adeguamento dell'ordinamento nazionale ai principi ed alledisposizioni dell'Unione europea; adotta le iniziative necessariealla rappresentanza del governo italiano nei rapporti internazionalie in organismi nazionali ed internazionali; cura i rapporti con leamministrazioni statali, regionali, locali, nonche' con gli organismioperanti in Italia e all'estero, con particolare riguardo all'Unioneeuropea, all'Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite, alConsiglio d'Europa e all'OCSE. Cura l'attivita' relativa alleiniziative in materia di prevenzione, assistenza e tutela dei minoridallo sfruttamento e dall'abuso sessuale nonche' a quelle per ilcontrasto ai fenomeni di pedofilia e della pornografia minorile;attua gli interventi afferenti le tematiche della tratta degli esseriumani e delle mutilazioni genitali femminili; in ordine alle suddettematerie, provvede all'acquisizione e all'organizzazione diinformazioni, anche attraverso la costituzione di banche dati nonche'alla promozione, il coordinamento e la gestione delle attivita'conseguenti. 2. L'Ufficio si articola in due servizi: a) ŤServizio per gli affari internazionaliť: adempimentifinalizzati alla prospettazione della posizione nazionale nelprocesso normativo comunitario ed attivita' necessariaall'adeguamento dell'ordinamento nazionale ai principi ed alledisposizioni dell'Unione europea; attivita' preparatoria per larappresentanza del governo italiano nei rapporti internazionali e inorganismi nazionali ed internazionali; adempimenti necessari allacura dei rapporti con le amministrazioni statali, regionali, locali,nonche' con gli organismi operanti in Italia e all'estero, conparticolare riguardo all'Unione europea, all'Organizzazione mondialedelle Nazioni Unite, al Consiglio d'Europa e all'OCSE; b) ŤServizio per gli affari socialiť: gestione e monitoraggiodegli interventi e delle misure afferenti le tematiche della trattadi esseri umani e delle mutilazioni genitali femminili; gestionedelle iniziative in materia di prevenzione, assistenza, tutela diminori dallo sfruttamento e dall'abuso sessuale; iniziative per ilcontrasto dei fenomeni della pedofilia pornografia minorile;attivita' conoscitiva del fenomeno. Art. 7 Ufficio per gli affari generali e gli interventi di tutela 1. L'Ufficio per gli affari generali e gli interventi di tutelaprovvede agli affari generali e sovrintende alla gestione delpersonale ed alle procedure connesse alla valutazione dei dirigenti;cura il bilancio e gli adempimenti relativi alla gestioneamministrativo-contabile in relazione alle attivita' istituzionalidel Centro di responsabilita'; sovrintende all'archivio generale;cura le attivita' per l'attuazione delle politiche di contrasto allaviolenza sessuale e di genere e agli atti persecutori; cural'attivita' relativa alle iniziative rivolte al contrasto deifenomeni di discriminazione per ragioni di disabilita'; provvede allaprogrammazione, gestione e coordinamento delle attivita' finalizzatea promuovere l'attuazione del principio di parita' di trattamento epari opportunita' nei confronti delle persone disabili, al fine digarantire loro il pieno godimento dei diritti civili, politici,economici e sociali. In ordine alle suddette materie, provvedeall'acquisizione e all'organizzazione di informazioni, ancheattraverso la costituzione di banche dati nonche' alla promozione, alcoordinamento e alla gestione delle attivita' conseguenti. 2. L'Ufficio si articola in due servizi: a) ŤServizio per gli affari generaliť: gestione degli affariinerenti il personale del Dipartimento comprese le procedure connessealla valutazione dei dirigenti; gestione amministrativo-contabile deicapitoli inerenti le attivita' istituzionali del Centro diresponsabilita'; redazione, dei documenti finanziari, comprese lerelazioni tecnico-finanziarie relative ad iniziative legislative;gestione dell'archivio generale; cura delle altre materie dicompetenza dell'Ufficio; b) ŤServizio per le iniziative di contrasto alla violenza ed allediscriminazioni per motivi di disabilita'ť: gestione e monitoraggiodegli interventi e delle misure afferenti le politiche di contrastoalla violenza sessuale e di genere ed agli atti persecutori; curadelle attivita' e gestione degli interventi diretti al contrastodelle discriminazioni per motivi di disabilita'. Art. 8 Ufficio per la parita' e le pari opportunita', gli interventi strategici e la comunicazione 1. L'Ufficio per la parita' e le pari opportunita', gli interventistrategici e la comunicazione provvede alla programmazione,progettazione, gestione delle iniziative in materia di parita' e dipari opportunita'; cura l'acquisizione e l'organizzazione diinformazioni, anche attraverso la costituzione di banche dati,nonche' la promozione e l'istruttoria per il coordinamento delleattivita' conoscitive, di verifica, di controllo, di formazione einformazione nelle materie della parita' e. delle pari opportunita';provvede all'adozione delle iniziative di studio e di elaborazioneprogettuale inerenti le problematiche della parita' e delle pariopportunita'; provvede alla definizione di nuove tipologie diintervento, di studio e di promozione di progetti ed iniziative,nonche' di coordinamento delle iniziative delle amministrazioni edegli altri enti pubblici nelle materie della parita' e delle pariopportunita'; provvede all'indirizzo ed all'istruttoria finalizzataal coordinamento delle amministrazioni centrali e locali competenti,al fine di assicurare la corretta attuazione delle normative e degliorientamenti governativi nelle materie della parita' e delle pariopportunita'; con il coordinamento del capo del Dipartimento,promuove le necessarie verifiche in materia da parte delleamministrazioni competenti, anche ai fini della richiesta, in casi diparticolare rilevanza, di specifiche relazioni o del riesame diparticolari provvedimenti ai sensi dell'art. 5, comma 2, lettera c),della legge 23 agosto 1988, n. 400 da sottoporre al Presidente delConsiglio dei Ministri; cura l'attuazione della direttiva 2004/113/CEper la parita' di trattamento nell'accesso a beni e servizi e lorofornitura; provvede alla programmazione, progettazione, gestione emonitoraggio degli interventi a valere sul Fondo per le politicherelative ai diritti e alle pari opportunita'; promuove e gestisce leiniziative rivolte al sostegno dell'imprenditoria femminile; coordinae monitora le iniziative relative alla programmazione edutilizzazione dei fondi strutturali europei e delle risorse per learee sottoutilizzate (FAS) in materia di pari opportunita'; provvedealtresi' alle attivita' di comunicazione istituzionale delDipartimento; alla supervisione editoriale del sito del Dipartimento;a fornire il supporto, con riferimento alle materie di cui sopra,all'Ufficio affari internazionali e per gli interventi in camposociale per le relazioni con gli altri Paesi europei ed extraeuropeie con gli organismi internazionali; cura le relazioni con il pubblicogestite dall'Ufficio per le relazioni con il pubblico di cui all'art.8 della legge 7 giugno 2000, n. 150. 2. L'Ufficio si articola in due servizi: 1) ŤServizio per le pari opportunita' e gli interventistrategiciť: programmazione e gestione delle iniziative, attivita' diconoscenza, formazione e informazione in materia di parita' e di pariopportunita'; attivita' di studio ed elaborazione progettuale sulleproblematiche di parita' e di pari opportunita'; promozione, analisi,controllo e sostegno della parita' di trattamento nell'accesso a benie servizi e loro fornitura, senza discriminazioni fondate sul sesso;cura dei rapporti istituzionali con i Comitati pari opportunita' edegli altri organismi di parita'; monitoraggio ed attuazione delladirettiva interministeriale del 23 maggio 2007 sulle misure perattuare parita' e pari opportunita' tra uomini e donne nelleamministrazioni pubbliche; gestione e monitoraggio degli interventirelativi alla programmazione unitaria, ai fondi strutturali, allepertinenti risorse nazionali e ai fondi comunitari tematici, conparticolare riferimento allo sviluppo di azioni di assistenzatecnica, azioni di sistema e progettazione pilota a favore dellealtre amministrazioni nazionali e locali; cura delle iniziative voltea garantire l'inclusione sociale e lavorativa delle donne,nell'ambito del Fondo sociale europeo e nel quadro della Strategiaeuropea per l'occupazione; gestione delle procedure relative agliinterventi a valere sul Fondo per le politiche relative ai diritti ealle pari opportunita', nonche' quelle relative all'attivita'contrattuale concernente le risorse finanziarie attribuite; supportoall'attivita' di coordinamento nelle altre materie di competenzadell'Ufficio; 2) ŤServizio per la comunicazioneť: attivita' di comunicazioneistituzionale; studio, analisi e progettazione del sito internet delDipartimento; ideazione, coordinamento e attivita' redazionale dellepagine web del Dipartimento; ideazione, progettazione, gestione,supervisione e monitoraggio delle campagne di comunicazione ediffusione; cura dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico;organizzazione, promozione e coordinamento di eventi, mostre econferenze. Art. 9 Ufficio per la promozione della parita' di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza e sull'origine etnica (UNAR). 1. L'Ufficio per la promozione della parita' di trattamento e larimozione delle discriminazioni fondate sulla razza e sull'origineetnica (UNAR) ha la funzione di garantire, in piena autonomia digiudizio ed in condizioni di imparzialita', l'effettivita' delprincipio di parita' di trattamento fra le persone, di vigilaresull'operativita' degli strumenti di tutela vigenti contro lediscriminazioni nonche' di contribuire a rimuovere le discriminazionifondate sulla razza e l'origine etnica analizzando il diverso impattoche le stesse hanno sul genere ed il loro rapporto con le altre formedi razzismo di carattere culturale e religioso ai sensi dell'art. 7,comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215 e del decretodel Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 dicembre 2003, dicui in premesse al presente decreto. 2. L'Ufficio si articola in due servizi: 1) ŤServizio per la tutela della parita' di trattamentoť:gestione di un sito internet e/o di una linea telefonica gratuita perla raccolta delle segnalazioni in ordine a casi di discriminazione;esame ed analisi delle segnalazioni ricevute; attivita' istruttoriarelativa all'assistenza nei procedimenti giurisdizionali oamministrativi delle persone che si ritengono lesi da comportamentidiscriminatori; predisposizione di pareri, consulenze ed osservazionida rendersi anche in giudizio; promozione di incontri conciliativiinformali e proposta di soluzioni per la rimozione delle situazionidiscriminatorie; svolgimento di indagini ed inchieste finalizzate adaccertare l'esistenza di comportamenti discriminatori nel pienorispetto delle prerogative dell'autorita' giudiziaria, ancheattraverso la richiesta di informazioni e documentazione rilevante aisoggetti che ne risultino in possesso; segnalazione alle autorita'competenti delle situazioni di abuso, maltrattamento o disagioriscontrate nel corso delle attivita' di ufficio; svolgimento diaudizioni periodiche delle associazione e degli enti di cui all'art.6 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215; attivita'istruttoria relativa alla stipula di accordi o protocolli di intesacon le organizzazioni non governative senza fine di lucro e con glienti territoriali al fine di promuovere l'adozione di azioni positivenell'ambito del settore privato-sociale e dei diversi livelliterritoriali di Governo; gestione di una banca dati per ilmonitoraggio delle denunce e delle segnalazioni ricevute; 2) ŤServizio studi, ricerche e relazioni istituzionaliť:promozione di studi, ricerche, corsi di formazione e scambi diesperienze, anche con gli analoghi organismi esteri, incollaborazione con le universita', le associazioni e gli enti di cuiall'art. 6 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, con lealtre organizzazioni non governative senza fine di lucro e con gliistituti nazionali di rilevazione statistica; elaborazione di lineeguida volte a radicare la consapevolezza dei diritti connessiall'attuazione del principio di parita', soprattutto nei settori dellavoro pubblico e privato e delle prestazioni sociali; redazionedelle relazioni annuali al Parlamento ed al Presidente del Consigliodei Ministri; promozione delle campagne di sensibilizzazione,informazione e comunicazione pubblica; elaborazione di proposte distrategie di intervento volte a garantire un'effettiva integrazionesociale e la promozione dei diritti civili e politici deglistranieri; elaborazione di proposte di modifica della normativavigente. Art. 10 Disposizioni finali 1. E' abrogato il decreto del Ministro per le pari opportunita' del30 settembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - seriegenerale - n. 40 del 18 febbraio 2005. Il presente decreto e' trasmesso, per gli adempimenti dicompetenza, alla Corte dei conti ed e' pubblicato nella GazzettaUfficiale della Repubblica italiana. Roma, 25 febbraio 2010 Il Ministro: Carfagna Registrato alla Corte dei conti il 21 aprile 2010 Ministeri istituzionali - Presidenza del Consiglio dei Ministri,registro n. 4, foglio n. 208 KLMőö÷T W X q Ş J~K~ôěäŕäÓěÓäĚÄŕŔhUxhšjFCJaJ hšjF5\jhšjFB*Uph˙hšjFjhšjFUhšjFB*ph˙hšjF5B*\ph˙Ť Ć Ç ×  O • Ž ô : Z   ć , ;  Ç S™ß%ką÷=ƒˇúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúgdšjFK~ýˇýC‰Ÿĺ+qˇýCką÷=eŤń7}Ă O•Ű!5{ÁúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúgdšjFM“Ůů?…Ë'młů+qˇýC‰ĎZ ć,rŐaúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúgdšjFa§í3vź H Ž Ô !S!™!ß!%"k"ą"Ů"#e#x#ž#$J$|$Â$%*%p%ś%úúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúgdšjFś%ü%B&ˆ&Â&'N'”'Ú' (f(x(ž()!)g)­)ó)9*_*Ľ*ë*1+w+Š+ď+5,{,Á,-úúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúgdšjF-<-‚-Č-.T.q.ˇ.ý.C/‰/˘/¤/Ě/Î/ő/÷/ů/)0+0q0ˇ0ý01 1111?1A1úúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúgdšjFA1‡1Í12Y2Ÿ2ĺ2+3`3Ś3ě3'4m4ł4ů4?5…5”5›55Ÿ5Ô5Ö56P6–6Ü6"7h7~7úúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúgdšjF~7Ä7 8P8_8Ľ8ë819X9ž9ä9đ9ń9ř9:(:*:,:[:]:Ł:é:/;u;ť;<G<<Ó<=úúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúúgdšjF='=m=›=œ=Ł=Ź=Ó=Ő=×= 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